Il curriculum? Fallo con una mappa mentale!

In questo strano mondo, non sono solo i giovani a dover preparare e distribuire il proprio curriculum vitae, nella speranza di trovare (o “ritrovare”) un lavoro. Il sistema più semplice è quello di scaricare da internet un modello di curriculum europeo e compilarlo. Ma forse non è la soluzione migliore.

Il curriculum va “progettato”

Perché non è la soluzione migliore? Perché il curriculum europeo è semplicemente uno schema che stabilisce alcune regole su quali informazioni devono essere inserite, e sull’ordine in cui inserirle. Si tratta insomma di una traccia che deve essere completata, ma che disciplina l’apparenza senza dire quasi nulla a proposito della sostanza. Il perfetto prodotto di un burocrate, che può piacere solo a un altro burocrate (Franz Kafka diceva che la burocrazia è la ragnatela che imprigiona le menti!). Infatti, secondo le statistiche, non ha avuto nemmeno un decimo del successo che avrebbe dovuto avere.

Al di là di questo, ci sono considerazioni molto importanti da fare, che lo “stile” europeo ignora completamente. Prima fra tutte: il curriculum deve essere “progettato” per corrispondere il più possibile alle aspettative di chi ce lo richiede.

Attenzione: questo non vuol dire raccontare balle, ma solo porre l’accento su quelle conoscenze, esperienze e capacità che maggiormente corrispondono a quanto cercato dal possibile datore di lavoro.

Qui entra in gioco la mappa mentale

Qualche tempo fa, un povero imbecille (che altri poveri imbecilli hanno messo al governo) ha dichiarato che, per trovare lavoro, è più utile giocare a calcetto che spedire curricula (sì, il plurale di curriculum è curricula: è latino). A parte la vergogna di vivere in un Paese con simili governanti, occorre ammettere che, se il curriculum è scritto male, è davvero meglio non spedirlo, vista la certezza pressoché matematica del fatto che verrà cestinato immediatamente.

In questo, la nostra mappa mentale rappresenta una buona, anzi buonissima partenza. Perché possiamo confrontarla con quanto richiesto negli annunci di lavoro che stiamo esaminando, per trovare quelle corrispondenze che ci danno la speranza di essere presi in considerazione da chi esaminerà la nostra candidatura.

Una piccola parentesi

Prima di proseguire, apriamo una piccola parentesi: il 70% degli annunci di lavoro sono scritti da persone che non hanno la minima idea di cosa stanno facendo, e di come dovrebbero farlo. A tutte queste persone, suggerisco due cose. Primo: evitate di scrivere come se steste cercando di vendere un aspirapolvere, invece di offrire un lavoro. E, secondo, leggetevi questo articolo di Monster.it su come scrivere un annuncio di lavoro efficace. Probabilmente, con un piccolo sforzo migliorerete di molto i vostri risultati.

E adesso, la mappa

Dopo tanta teoria, vediamo qualcosa di pratico. Come sarà la nostra mappa? Iniziamo dal nodo principale: il suo scopo è quello di racchiudere in un concetto di base lo scopo per cui la mappa verrà creata.

mappa mentale curriculum vuota

La mappa curriculum, per adesso vuota

Completiamolo col nostro nome e cognome: siamo noi l’argomento!

Ora si tratta di aggiungere i rami principali, ovvero le sezioni in cui si articolerà il curriculum. Ciascuna distinta da una parola chiave:

  1. Persona. I nostri dati personali: anagrafici, residenza, recapiti. In questa sezione andrà anche una nostra fotografia. Non sempre è richiesta, ma tanto prima o poi ci vedranno comunque…
  2. Formazione. Qui indicheremo le tappe del nostro percorso scolastico (non serve partire dall’asilo! Cosa avete fatto dopo la licenza media?). Anche i corsi di formazione e/o di aggiornamento vanno indicati. E, visto che lo stiamo facendo per noi, elenchiamo anche quel corso di meditazione tibetana che abbiamo frequentato per farci notare da quelle tipa…
  3. Esperienze. Tutte le esperienze di lavoro, qualsiasi lavoro abbiamo fatto, anche per una settimana, vanno qui. E aggiungiamo quanti più dettagli ci riesce di ricordare riguardo a cosa abbiamo fatto e a cosa abbiamo imparato facendolo.
  4. Passioni. Non è una lista di ex fidanzate, ma l’elenco degli hobby, di quello che ci piace fare al di fuori di ciò che definiamo “lavoro”. Spesso capita di scoprire che proprio qui si trova quella cosa che vorremmo diventasse l’occupazione principale della nostra vita. E magari, prima di disegnare la mappa, non ci avevamo mai pensato!
  5. Attività. Tutto quello che stiamo facendo adesso, compreso: “in cerca di occupazione”, se necessario.
  6. Privacy. Non è qualcosa che facciamo, ma la cosa che più spesso ci si dimentica. Eppure è fondamentale: se manca l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, il curriculum finisce istantaneamente nel cestino.

Aggiungiamo i dettagli

Adesso si passa al dettaglio. Ricordate: questa mappa è fatta per voi, quindi scrivete tutto, e siate sinceri. Nel curriculum, invece, saremo comunque sinceri, ma ci soffermeremo di più su alcune cose piuttosto che su altre; decidendo a seconda di quale sia il genere di lavoro per cui ci candidiamo.

Alla fine, la nostra mappa sarà qualcosa di simile a questa:

la mappa curriculum completa

La mappa curriculum ora è completa!

Naturalmente, il numero dei rami secondari cambierà a seconda della vostra età e delle vostre esperienze, ma il succo è questo. Lo ripeto ancora: scrivete tutto, e fatelo prima di cominciare la vostra ricerca di lavoro. Potreste scoprire di avere le competenze necessarie ad avviare una attività vostra, invece di fare il dipendente. Oppure che le vostre passioni, supportate dalle conoscenze che vi hanno fatto acquisire, vi portano verso un settore diverso da quello a cui pensavate, e che vi darebbe maggiori soddisfazioni.

Ora siamo pronti

La nostra mappa è completa: l’abbiamo vista, rivista e corretta, e ci abbiamo pensato bene sopra.

Adesso possiamo iniziare a leggere le offerte di lavoro, e selezionare quelle a cui rispondere. Ricordatevi quello che ho detto all’inizio, e magari date un’occhiata anche voi all’articolo sugli annunci ben fatti, in modo da poterli riconoscere. Una inserzione fatta bene denota serietà e professionalità, che un datore di lavoro ha il dovere di applicare ai rapporti coi dipendenti esattamente come devono fare questi ultimi nei suoi confronti.

Trovate le inserzioni giuste, basta preparare i curricula ad hoc per ciascuna, e completarli poi con la lettera di accompagnamento. E se il formato europeo non vi piace, basta una piccola ricerca su Google per trovare esempi e nuove idee in abbondanza. Anzi, una ve la regalo subito: perché non scrivere il curriculum… sotto forma di mappa mentale?

Voi cosa ne pensate?

Updated: 19 Aprile 2017 — 15:29

2 Comments

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  1. Un ottimo articolo, sia per produrre un curriculum, sia per iniziare a disegnare mappe mentali, sia per fare i primi passi con un sw di mapping.
    Importantissimo il richiamo alla necessità di “progettare un documento”, prima ancora di scriverlo!

    Mi permetto di suggerire un piccolo spunto: la possibilità per il candidato di riflettere su una propria traccia e di crearla mettendo in evidenza le proprie idee in merito al percorso professionale oppure personale.

    Può essere molto utile sul piano meta-cognitivo e di auto-consapevolezza.
    🙂

    1. Buongiorno, Alberto.
      Ti ringrazio per i complimenti e per i suggerimenti, che sottoscrivo pienamente. Il curriculum potrebbe (o forse dovrebbe) essere solo un dettaglio di una mappa più grande, che permetta di chiarire a noi stessi quali sono le nostre vere capacità e aspirazioni.

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