Come installare digiKam sul vostro computer

Abbiamo già parlato di digiKam nel post su come gestire un archivio fotografico. Ora cominciamo a conoscere questo software che, lo confesso, mi ha molto colpito: proviamo a installare digiKam sul nostro computer.

Come sempre, la procedura di installazione del programma cambia a seconda del sistema operativo che usate. Nel caso di Linux, digiKam si può scaricare dall’Ubuntu software center o dai repository equivalenti di ciascuna distribuzione. Questo sistema è molto semplice, e lo raccomando senz’altro. In alternativa si può comunque scaricare dal sito di digiKam il pacchetto necessario all’installazione.

Anche per Windows dovremo andare alla pagina di download del sito per trovare il pacchetto da scaricare.

 

Ma perché proprio digiKam?

Perché io uso digiKam? Come ho detto all’inizio, questo programma mi ha molto colpito. Prima di tutto, anche se proviene da KDE, un ambiente Linux che non riesco proprio a digerire, ho trovato subito un feeling speciale con la “software collection” (così lo definiscono i suoi creatori) digiKam. Praticamente ho imparato a usarlo senza nessuna fatica. E poi è molto ben supportato: oltre all’help in linea è disponibile una serie di ebook che approfondiscono nel dettaglio ogni aspetto delle sue funzioni.

Ma, oltre ai gusti personali, c’è una considerazione molto importante da fare. Al di là di tutte le frottole che si raccontano sul web come nel mondo reale, tutti i software, anche quelli gratuiti, costano. Se non costano denaro, costano comunque tempo e fatica: imparare a usarli richiede tempo, trovare il modo di sfruttarli al meglio richiede studio, tentativi, fallimenti, quindi fatica. E anche gli errori costano.

Quindi, se un programma mi costa così tanto, è meglio che mi dia il più possibile in cambio.

DigiKam, secondo me, è proprio così. Le sue funzioni mi permettono di fare tutto quello che mi serve per gestire le mie foto: archiviazione, ritocco, pubblicazione. Con un solo programma.

Prima di installare digiKam

Scaricato il pacchetto, prima di procedere fermiamoci un attimo, perché dobbiamo decidere una cosa molto importante: dove mettere il nostro archivio?

Le immagini, si sa, occupano spazio. Oggi gli hard disk hanno dimensioni tali da poterci tenere di tutto, ma è meglio non mescolare troppo, quindi io vi consiglio di destinare uno (o più di uno, se necessario) dei vostri dischi solo alle foto. Magari un disco esterno, così se succede qualcosa al computer non dovrete piangere sulle foto perdute. E mai fare una sola copia!

Ma torniamo all’argomento di questo post. Fermo restando che, se non siete d’accordo con me, potete usare i commenti per dire la vostra. Sarei contento di conoscere altre opinioni.

Dunque, abbiamo scaricato l’installer per Windows, o abbiamo installato il programma su Linux. Dato che sto utilizzando l’ambiente Microsoft, è a questo che mi riferirò d’ora in avanti (ma se usate Linux e avete domande da fare, accomodatevi: risponderò volentieri meglio che posso). Avviando l’installazione, può darsi che ci venga richiesto di chiudere alcuni dei programmi in esecuzione per poter aggiornare le librerie in uso. Nel caso, facciamolo e poi ripartiamo.

Dovremo anche rispondere alle tipiche domande sull’installazione: cartella da usare, collegamenti da creare, ecc. Le risposte di default vanno benissimo.

Alla fine premiamo il famoso pulsante “Installa”, e aspettiamo. Una delle caratteristiche di digiKam meno belle, è che per funzionare sotto Windows è costretto a portare con sé una parte di KDE, l’ambiente da cui proviene. Quindi l’installazione è più lunga del solito.

Anche parecchi dei difetti del programma sono colpa di KDE, ma so che i programmatori ci stanno lavorando, e sono sicuro che le prossime versioni saranno migliori. Comunque… ce l’abbiamo fatta, ora digiKam è pronto a partire!

La prima configurazione

Lanciamo il programma, quindi, e dopo qualche istante ci troviamo alle prese con la prima configurazione, che ci chiede dove sono memorizzate le raccolte, cioè gli album fotografici che digiKam dovrà gestire.

Installare digiKam: prima configurazione

Installare digiKam: la prima configurazione

A noi, per ora, interessano le “Raccolte locali”, perciò premiamo il pulsante “Aggiungi raccolta” accanto a questa dicitura.

Scegliamo il disco che abbiamo deciso prima di riservare alle immagini e andiamo avanti. Ci viene chiesto ora di dare un nome alla collezione. Una collezione (di album) non è altro che una serie di cartelle, nelle quali saranno memorizzate le immagini. Il nome della collezione è semplicemente quello della cartella radice che conterrà tutte le altre. Quindi potrebbe benissimo essere, semplicemente, il nome del disco che la ospiterà. Una volta confermati i dati immessi, il programma è pronto a funzionare.

Installare digiKam: l'avvio del programma

Installare digiKam: l’avvio del programma

Il primo avvio

L’avvio è piuttosto lento, ma occorre considerare che il codice da caricare non è poco. Inoltre, ogni volta che viene lanciato, digiKam controlla la presenza di nuove immagini nella collezione, per inserirle nel suo database. Quindi, tante nuove foto, tanto tempo per caricarle.
Terminati i preliminari, ci troviamo finalmente nella finestra principale del programma. Il cosiddetto “ambiente di lavoro” di digiKam.

Installare digiKam: l'ambiente di lavoro

Installare digiKam: l’ambiente di lavoro

E qui ci fermiamo, ma solo per questo post. Ne seguiranno altri. Ma finora che ne pensate?

Updated: 2 Novembre 2016 — 22:23

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