Come gestire un archivio fotografico con programmi Open Source

Macchine fotografiche, tablet, cellulari… tutti abbiamo qualche aggeggio capace di scattare foto, quindi tutti dobbiamo, prima o poi, gestire un archivio fotografico. Se però vogliamo farlo senza spendere un occhio per i programmi “professionali” possiamo rivolgerci al mondo dell’Open Source. Vediamo allora cosa questo ci offre.

Cosa significa gestire un archivio fotografico

Gestire un archivio fotografico

Come gestire un archivio fotografico?

Prima di tutto, chiariamoci le idee. Il termine “archivio fotografico” potrebbe anche spaventare: noi non siamo fotografi. Ci divertiamo solo a raccogliere qualche immagine, legata di solito a ricordi o momenti particolari. Ma quando parlo di archivio intendo proprio questo: una raccolta, una collezione di immagini e di ricordi.

Ma per quanto piccolo e di modeste pretese, il nostro archivio ha bisogno, come tutti gli archivi, di ordine. Per poter ritrovare le nostre immagini preferite a colpo sicuro, nel momento in cui ci servono. O per poterlo sfogliare come fosse un album, in cui ogni pagina contiene tutte e solo le immagini legate assieme da un filo comune.

Primo passo: stabilire un criterio

Il compito da affrontare non è semplice, ma nemmeno troppo complicato. Il primo passo consiste nello stabilire quale sarà l’aspetto del nostro archivio. In altre parole dobbiamo stabilire il criterio che adotteremo per classificare le nostre fotografie.

Ad aiutarci chiameremo un programma di cui ho già parlato in questo blog: Freeplane (leggete questo post per sapere cos’è Freeplane, e questo per sapere come installare Freeplane). Lo useremo per  creare una mappa mentale con cui definire la struttura che dovrà avere il nostro archivio.

Perché una mappa mentale? Perché è chiara, facilmente espandibile e modificabile, stimola la fantasia e la concentrazione. E perché è divertente!

Con essa stabiliremo se, ad esempio, le nostre foto saranno divise per data, per luogo in cui sono state scattate, per argomento (compleanni, gite scolastiche, vacanze coi nonni, ecc.), o in qualsiasi altro modo ci piaccia. A ogni suddivisione corrisponderà un ramo della mappa, che a sua volta potrà dividersi in altri rami più piccoli (divisione di secondo grado), e via di seguito. Gli unici limiti li stabilite voi.

E ora si comincia!

Ora che abbiamo le idee chiare, passiamo alla pratica. Dobbiamo creare sul nostro hard disk l’archivio che abbiamo progettato con la mappa mentale.

Se abbiamo qualche decina di foto da sistemare, potremmo anche pensare di creare semplicemente una cartella “Archivio” con le sottocartelle necessarie. Ma questo sistema ha un difetto: gli archivi inevitabilmente crescono col tempo. E quando le foto non saranno più decine, ma centinaia, come faremo a muoverci rapidamente da una cartella all’altra?

Ecco perché ci occorre un programma specifico, un “catalogo” che ci permetta di trovare velocemente l’immagine che ci interessa, e ci fornisca degli strumenti di archiviazione e ricerca delle immagini più sofisticati della semplice divisione in cartelle.

Quindi, come gestire un archivio fotografico di grandi dimensioni? Devo dire che ho dovuto cercare a lungo, prima di trovare una risposta che mi soddisfacesse sotto tutti i punti di vista. La fotografia è una mia grande passione, e quindi sono piuttosto esigente in questo campo.

Il programma ideale (per me)

Prima di tutto, la maggior parte dei programmi reperibili in rete non sono veri Open Source, ma versioni gratuite di programmi a pagamento. E di solito le versioni gratuite mancano di funzioni per me essenziali, per le quali bisogna pagare (io questi li chiamo programmi truffa, ma è una mia opinione personale). Poi è stato molto difficile trovare un programma che facesse tutto quello che io voglio che faccia. Ma alla fine ci sono riuscito.

Il programma si chiama DigiKam, è Open Source, è gratuito e ben supportato sia come documentazione sia come aggiornamenti e correzioni. Unica, leggera pecca: viene da Linux, e non si è ancora adattato perfettamente all’ambiente windows. Ma funziona, e anche bene, per cui gli si perdona volentieri qualche difettuccio.

Parlerò ancora di questo programma in altri post, per cui non mi dilungo troppo. Per ora ci interessa il fatto che con DigiKam possiamo:

  1. Dividere il nostro archivio in album, che corrispondono alle cartelle sull’hard disk.
  2. Aggiungere a ciascuna immagine un titolo, una didascalia e una nota di copyright. E se vogliamo pubblicare le immagini o metterle in vendita questo è molto importante.
  3. Usare, in parallelo agli album, un sistema di catalogo basato su parole chiave, che ci permette di classificare le nostre immagini con un grado di dettaglio accuratissimo.
  4. Applicare alle foto una classificazione a base di stelline e bandierine colorate, per distinguere le più belle o le più importanti.

Non si può chiedere di più! Tranne, ovvio, il link per scaricare DigiKam!  Ma se, nonostante tutto, avete ancora qualcosa da chiedere (o non siete d’accordo con quello che ho scritto), i commenti sono a vostra disposizione.

E per il fotoritocco?

Ora possiamo gestire un archivio fotografico senza limiti di dimensioni o catalogazione. Ma se non siamo soddisfatti delle nostre foto, e vogliamo ritoccare qualcosa, il programma che fa per noi è The GIMP, la risposta Open Source a Photoshop. Molti dicono che è più macchinoso e scomodo da usare, ma credo che in buona parte sia solo questione di abitudine.

Certo è un programma ricchissimo di funzioni, e per conoscerlo bene occorre parecchio tempo. Ma non bisogna dimenticare che anche DigiKam possiede delle funzioni base per il ritocco delle foto che potrebbero essere più che sufficienti, se non abbiamo troppe esigenze.

Per oggi basta, ma seguite il blog, perché come ho già detto parlerò ancora di questi programmi. quindi…

Stay Tuned!

Updated: 9 Giugno 2017 — 09:23

6 Comments

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  1. Io uso da anni Fastone che è pure free e molto meglio!
    http://www.faststone.org/

    1. Ciao, Enrico.

      Faststone non è open source, ed è free solo per uso privato. Inoltre non permette di modificare i dati exif con la stessa facilità di DigiKam. Quindi scusami, ma non lo considero migliore.

  2. Ciao.

    Mi è piaciuto il tuo articolo. Aggiungerei solo una cosa.

    Io proverei a sostituire Gimp con Krita (https://krita.org/). Quest’ultimo è molto più simile a photoshop e, per alcuni, potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa.

    1. Ciao Roberto.
      Ti ringrazio per i complimenti e per il suggerimento! Ho già sentito parlare di Krita, ed è mia intenzione provarlo appena mi sarà possibile. Poi penso che ci scriverò un post. Continua a seguirmi!

  3. Raffaele Spagnuolo

    Mi ha chiarito le idee

    1. Buongiorno, Raffaele. Sono lieto di esserti stato utile.

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