Come creare e modificare gli stili di Writer

Come vi avevo promesso, continuiamo a parlare di Writer e di come modificare gli stili predefiniti o crearne di nuovi. Sappiamo già che la gestione degli stili avviene tramite una finestra apposita. Ora esaminiamola attentamente.

La finestra “Stile di paragrafo”

Parliamo degli stili di paragrafo, che sono in assoluto i più usati e i più importanti, ma il discorso vale anche per tutti gli altri, con qualche piccola variazione.

Modificare gli stili di writer: la finestra degli stili

Modificare gli stili di writer: la finestra degli stili

La finestra contiene una serie di Tab che permettono di modificare gli stili in ogni loro aspetto. Ma partiamo dall’inizio.

Il Tab “Gestione”

Il primo della serie è il Tab che ospita i dati, potremmo dire, “anagrafici” dello stile. Qui troviamo:

  1. Il nome che identifica lo stile e che appare nella lista della barra laterale.
  2. Lo stile successivo, cioè il nome dello stile che Writer adotterà automaticamente quando, finito di scrivere un paragrafo, premeremo il tasto Enter per andare a capo.
  3. Lo stile da cui quello in esame eredita le caratteristiche.

Gli stili appartengono a due categorie: “padri” e “figli”. I figli ereditano le caratteristiche del proprio padre e, nel caso diventino a loro volta padri, le trasferiscono nuovamente ai figli. Il risultato di questa struttura è che, quando modifichiamo una caratteristica dello stile padre condivisa con i figli, anche questi saranno modificati automaticamente

Sotto ai nomi degli stili, alla voce “Contiene“, sono elencate tutte le caratteristiche che lo stile in esame eredita dal padre. Una cosa molto comoda: accanto ai nomi dello stile padre e di quello successivo ci sono due pulsanti che permettono l’accesso rapido alla loro gestione, giusto se c’è bisogno di cambiamenti veloci. E, per completare il discorso velocità, mettendo la spunta su “Aggiorna automaticamente“, lo stile verrà aggiornato tutte le volte che cambieremo con la formattazione diretta le caratteristiche di un paragrafo ad esso associato.

Rientri e spaziature

Questo Tab gestisce alcune funzioni che migliorano la leggibilità: gli spazi tra un paragrafo e l’altro, l’interlinea (lo spazio tra le righe) e gli eventuali rientri prima e dopo il testo. Si può fissare, per la prima riga, un rientro diverso dal resto del paragrafo. Da notare che possiamo dire a Writer di non aggiungere spazio tra due paragrafi consecutivi se sono dello stesso stile, e di mantenere la conformità di registro. Quest’ultima opzione allinea tutte le righe di testo ad una griglia verticale, in modo che tutte abbiano la stessa altezza (è una caratteristica che riguarda praticamente solo i documenti stampati e la stampa in duplex).

Allineamento

A destra, sinistra, al centro. Sono le tre possibilità fondamentali per allineare il testo dei paragrafi. Testo che, ovviamente, può anche essere giustificato. Nel caso si abbiano testi di dimensioni diverse sulla stessa riga, possiamo anche decidere l’allineamento “Testo a testo“. In caso di necessità, possiamo anche creare stili che prevedano una direzione del testo da destra a sinistra, anziché da sinistra a destra.

Flusso di testo

Il Tab successivo stabilisce le regole per il flusso del testo. Qui decidiamo se usare la sillabazione automatica, e come dovrà comportarsi. Stabiliamo anche se inserire automaticamente nel paragrafo, alla fine o all’inizio, un salto pagina, che obbligherà il testo a proseguire nella pagina successiva, appunto. Al salto può essere collegato uno stile di pagina particolare, scelto tra quelli disponibili. E possiamo anche far ripartire il numero di pagina da capo, o da una cifra a nostra scelta.

C’è poi una sezione dove si fissano le regole per le righe orfane e vedove. Tranquilli, non muore nessuno! Le orfane sono quelle righe alla fine del paragrafo che, a causa della lunghezza del testo, finiscono nella pagina successiva. All’opposto, le vedove sono le righe iniziali, che restano nella pagina precedente.

La presenza di orfane e vedove costringe il lettore a “inseguire” il testo da una pagina all’altra, e disturba la concentrazione. Possiamo stabilire di evitare completamente la divisione dei paragrafi, o scegliere il numero massimo di vedove e orfane ammissibile.

Carattere, Effetti carattere e Posizione

In questi tre Tab definiamo le caratteristiche del carattere dello stile. Prima il font di appartenenza, e gli attributi (grassetto e corsivo); poi la dimensione, espressa di solito in punti. Possiamo anche indicare quest’ultima in percentuale, riferita a quella dello stile padre. Anche se non vi consiglio di farlo, perché a mio parere si crea facilmente confusione (ma si sa, io sono nato in tipografia, quindi forse è solo questione di abitudine). Comunque, per cambiare unità di misura basta inserire il segno “%” nella casella “Dimensione“, sopra alla lista delle misure esistenti. Per tornare ai punti, basta scrivere “pt“.

Gli effetti del carattere comprendono una serie di attributi che definiscono l’aspetto del testo, come colore, sottolineature, ombre, eccetera. Si può anche avere dei paragrafi di testo lampeggiante, o completamente nascosto.

Infine, la posizione del testo sulla riga. Oltre al testo normale possiamo avere apici e pedici, rispettivamente rappresentati in alto (come un numero elevato a potenza, per esempio) oppure in basso (come nelle formule chimiche) e più in piccolo del normale. Anche l’eventuale rotazione e la distanza tra i caratteri di una parola (crenatura) dipendono da quanto scritto qui.

Evidenziazione

Se ci serve uno stile che metta in particolare evidenza porzioni di testo, possiamo simulare l’effetto di un pennarello evidenziatore colorando lo sfondo dei caratteri. E il colore lo scegliamo qui.

Struttura e numerazione

Questo Tab definisce un’aspetto piuttosto importante degli stili: il livello di struttura. Serve alla compilazione automatica degli indici, e alla numerazione, sempre automatica dei capitoli. Tutte cose che analizzeremo nel dettaglio in futuri post (altrimenti, poi, di che vi parlo?).

Tutto il resto

Sugli altri Tab non c’è molto da aggiungere. Servono a controllare la presenza o meno di uno sfondo e dei bordi del paragrafo, il colore usato per evidenziare il testo e via discorrendo. Date loro uno sguardo, e magari giocate con qualche stile (creato apposta, per non fare danni!) per vedere cosa succede manipolandoli. L’importante è sapere che ci sono, e a cosa servono. Non è indispensabile modificarli ogni volta. Invece, l’ultima scheda merita un discorso a parte. Riguarda l’applicazione condizionata degli stili, una funzione simile alla formattazione condizionata di Calc, anche se con alcune differenze. Anche questo è un argomento che approfondiremo un’altra volta.

Con questo direi che, per ora, basta. Quindi, vi do appuntamento al prossimo post, e… Stay Tuned!

Updated: 10 Marzo 2017 — 14:14

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